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IL GIORNO 10 05 2019

Milano se la periferia svela i suoi gioielli: laboratori e atelier aprono le porte
Studi Scoperti Aperti

Sul tavolo c’è una foto in bianco e nero. «Quello sono io». Sguardo concentrato, mani su uno dei cavalli che ornano la facciata del Teatro alla Scala, in fase di restauro. Erano gli anni ’60. «Tempi d’oro per gli artigiani come me». Stuccatori, decoratori e maestri comacini. Sergio Bassi ha 83 anni e continua a creare affiancato dal figlio Davide, 55, che dal papà ha appreso i segreti di questo antico mestiere. Lo studio Bassi Stucchi di piazza Carrara 7 allo Stadera spalanca le porte ai cittadini nel weekend, per l’iniziativa Studi Scoperti Aperti, nell’ambito di «Benvenuta Primavera», rassegna promossa dal Centro Culturale Conca Fallata. L’obiettivo è valorizzare le realtà artistiche, teatrali, di design e alto artigianato dei quartieri a sud della città. Sono 14 i luoghi selezionati: domani e domenica ciascuno ospiterà un’opera altrui creando un «mosaico di stili».

«Ho iniziato come garzone nel 1951 – racconta Bassi – poi ho frequentato la Scuola superiore d’Arte del Castello Sforzesco, focalizzandomi su architettura, scultura e decorazione». Ha affiancato architetti celebri come Lorenzo Mongiardino e Pietro Portaluppi. «Ho collaborato ai lavori di restauro della Galleria Vittorio Emanuele e di due soffitti di Palazzo Reale». Ancora, «col mio pantografo, realizzo forme e ingrandimenti di sculture. E sono miei gli stucchi e le colonne di negozi Versace». Oggi orna le case di lusso con i suoi fregi. «A poco a poco – riflette – anche il mio lavoro sarà sostituito da macchinari». Ma la tecnologia non potrà mai avere la fiamma che gli brilla negli occhi, né la sua esperienza.


 

COMUNICATO DAL COMUNE DI MILANO

Palazzo Reale: riallestita la Sala dei Ministri nel Museo della Reggia
Decorato il soffitto e ricostruite le boiseries per un effetto primo Impero francese, venerdì 24 febbraio alle 15.00 sarà presentata al pubblico e alla stampa
Stefano Zecchi – Cultura e Musei
22/02/2006

Una delle sale più lussuose di Palazzo Reale torna al suo originario splendore grazie al lavoro di riallestimento del Museo della Reggia.

Parata d’azzurro, sfavillante d’oro e affrescata da Andrea Appiani, in epoca napoleonica, la nuova Sala dei Ministri sarà presentata alla stampa e al pubblico venerdì 24 febbraio, alle ore 15.00 da Alessandra Mottola Molfino, direttore Centrale Cultura, da Sandrino Schiffini, direttore di Palazzo Reale, da Giuseppe Beretti e Paola Zanolini, restauratori, e da Chiara Buss, Direttore del Museo Studio del Tessuto Fondazione Ratti. La Sala dei Ministri ebbe questo nome in epoca napoleonica e nell’attuale percorso del Museo della Reggia, è la seconda delle sale dedicate al Regno Italico (1805-1815). Nella prima epoca arciducale (1771-1796) faceva parte delle stanze private di Ferdinando Carlo; fu Napoleone a farne una sala di parata, nel corso dei lavori che dal 1809 trasformarono il Piano Nobile sul modello degli Appartamenti imperiali delle Tuileries. Danneggiata dall’incendio dell’agosto 1943, demolita la volta negli anni cinquanta, asportate le boiseries, disperso l’arredo, la Sala risultava, alla fine dei lavori del secondo lotto (anno 2000), anonima e svilita.

Il suo riallestimento è iniziato nel 2004 dalla lettura meditata dell’inventario del 1814. Studio, ricerca, ma anche intuizioni poi verificate esatte, hanno portato a un rifacimento che ha i suoi punti di forza nella ridecorazione del soffitto e nella ricostruzione delle boiseries. Questi interventi si sono appoggiati sulle poche immagini d’epoca disponibili, mentre la ritessitura dei parati nasce esclusivamente dallo studio e dalla ricerca storica condotta a Milano, Parigi e Lione. Le tende sono state “copiate” dal Castello di Compiègne e confezionate a Parigi per assicurare un impeccabile effetto primo Impero francese.

Alla “ricostruzione evocativa” della Sala dei Ministri hanno lavorato, sotto la direzione di Sandrino Schiffini, i restauratori: Giuseppe Beretti (boiseries), Centro di Restauro di Paola Zanolini e Ida Ravenna (decorazione soffitto), Luca Quartana (torciere), Sergio Bassi (stucchi decorativi), Ferruccio Padoa (bronzi), Michel Chauveau (tappezzeria), Prelle & Cie (tessuti), Girardi restauri (restauri lignei) e alle ricerche dell’arredo tessile la studiosa di tessuti Chiara Angela Giannelli Buss.